AI-Generated Content: l'impatto dell'intelligenza artificiale sulla creatività femminile

Per AI-Generated Content si intende un contenuto creato mediante l'utilizzo dell'Intelligenza Artificiale, e, nello specifico, qualsiasi tipo di immagine, video, testo, musica o altro materiale prodotto facendo ricorso ai suoi algoritmi. Il contenuto in oggetto può essere realizzato sia in maniera del tutto automatizzata, sia con l'assistenza umana, grazie a strumenti come ChatGPT, Gemini, Claude, DALL·E, Midjourney, Stable Diffusion, Runway ML, Synthesia, AIVA, Amper Music e molti altri. Analizziamo la questione nel dettaglio.

La creatività si nutre dei libri che leggiamo, dei film che amiamo, delle scene di vita quotidiana che ci colpiscono passeggiando per strada, della musica che ascoltiamo, dei discorsi che caratterizzano le nostre interazioni, dei ragionamenti e delle riflessioni che popolano le nostre teste nell’arco delle giornate.

Ma che cosa succede quando alla nostra creatività affianchiamo degli strumenti diversi, come l’AI-Generated Content? Vediamolo insieme.

Cos’è l’AI-Generated Content e come sta rivoluzionando la produzione creativa

Per AI-Generated Content si intende un contenuto creato mediante l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale, e, nello specifico, qualsiasi tipo di immagine, video, testo, musica o altro materiale prodotto facendo ricorso ai suoi algoritmi. Il contenuto in oggetto può essere realizzato sia in maniera del tutto automatizzata, sia con l’assistenza umana, grazie a strumenti come ChatGPT, Gemini, Claude, DALL·E, Midjourney, Stable Diffusion, Runway ML, Synthesia, AIVA, Amper Music e molti altri.

Supporti che, naturalmente, stanno avendo un impatto significativo sulla produzione creativa, in tutti i suoi settori, offrendo spazio a nuove opportunità e prospettive. Tra queste, si citano senza dubbio:

  • una creazione più veloce ed efficiente, utile, per esempio, nella fase iniziale della stesura di un testo, o anche nell’ambito del marketing, dei media digitali e della pubblicità;
  • una maggiore democratizzazione della creatività, dal momento che anche chi non ha competenze specifiche può usufruire dell’AI per generare contenuti di qualità quanto più possibile vicina a quella professionale;
  • nuove forme di espressione artistica, con la presenza, per esempio, di opere d’arte “ibride”, dove il talento di artisti o designer incontra gli strumenti dell’Intelligenza Artificiale al fine di creare qualcosa che, da soli, non sarebbero riusciti a concretizzare;
  • una maggiore personalizzazione, dato che l’AI permette di dare vita a dei contenuti “su misura”, come video interattivi, email marketing, articoli personalizzati e affini.

Vantaggi e sfide dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella moda, nell’arte e nel design

L’AI-Generated Content sta riscuotendo successo e rivoluzioni rilevanti soprattutto nel mondo della moda, dell’arte e del design, recando con sé sia vantaggi impattanti, sia sfide e titubanze.

Per quanto riguarda la moda, tra i benefici del ricorso all’Intelligenza Artificiale vi sono certamente la creazione di design innovativi, basati sui trend e sulle preferenze dei clienti, e, come accennato, un’acuita personalizzazione, ottenuta attraverso l’analisi dei dati personali da parte degli algoritmi coinvolti.

A questi elementi si affiancano, poi, un’ottimizzazione della produzione, direzionata a una riduzione degli sprechi, a un miglioramento del taglio dei tessuti e a un perfezionamento delle risorse scelte, le tecnologie di prova digitale, che consentono ai clienti di “indossare” gli abiti prima dell’acquisto, e una previsione delle tendenze e delle mode future, basata sulla disamina dei dati di mercato e dei social media.

Analogamente, in ambito artistico, tra i vantaggi più evidenti si annoverano la collaborazione tra artista e AI – per nutrire la propria ispirazione, migliorare le proprie tecniche e sperimentare nuovi metodi e stili -, la possibilità di effettuare restauri digitali, utili, in particolar modo, nel recupero di opere danneggiate o nella ricostruzione di dipinti storici, e poi, ancora, l’autenticazione delle opere d’arte e l’identificazione delle falsificazioni, per mezzo di algoritmi avanzati in grado di contribuire al processo di analisi e attribuzione.

L’Intelligenza Artificiale, inoltre, offre supporto anche al design, soprattutto con: rapidità e prototipazione, accelerando la realizzazione di loghi, interfacce e materiali di branding; l’analisi del comportamento degli utenti e, di conseguenza, la progettazione di esperienze più personalizzate e immersive; la generazione di mock-up realistici, sia di prodotti, sia di ambienti; e l’automazione del design grafico, che può essere d’aiuto nella semplificazione del lavoro di designer e marketer.

Ma quali sono, al contempo, le sfide dell’AI-Generated Content?

  • originalità e copyright: a chi appartiene un’opera d’arte, un abito e un design generati dall’Intelligenza Artificiale?
  • perdita di valore dell’arte tradizionale: se chiunque può accedere agli strumenti dell’AI e, quindi, realizzare opere, vestiti e prodotti, quale sarà il valore dei metodi creativi “tradizionali”?
  • sostituzione del lavoro umano: molte delle professioni attuali potrebbero essere sostituite, con il tempo, dall’automatizzazione garantita dai software impiegati dall’Intelligenza Artificiale;
  • rischio di omologazione creativa: basandosi su trend e dati già esistenti, il rischio di fare ricorso all’AI è quello di dare vita a lavori uguali a se stessi e lontani dall’autenticità e dall’unicità.

Storie di donne che integrano l’IA nel loro processo creativo

In questo senso, non mancano gli esempi di donne che hanno deciso di integrare i vantaggi dell’Intelligenza Artificiale nel loro processo creativo. Ecco alcuni emblemi di questo nuovo connubio:

  • Iris van Herpen: la designer olandese è celebre per le sue creazioni futuristiche, in cui stampa 3D, AI e artigianato tradizionale dialogano in modo proficuo. Nello specifico, l’uso delle tecnologie avanzate dell’Intelligenza Artificiale confluisce nella progettazione di pattern e tessuti ispirati a forme provenienti dal mondo della natura;
  • Sofia Crespo: tra le artiste più influenti dell’AI-Generated Content, il suo lavoro guarda alla biologia e alla natura, usufruendo delle reti neurali per realizzare immagini di creature fantastiche ispirate agli organismi reali. In questo modo, Crespo si pone come obiettivo quello di esplorare, con l’AI, il concetto della biodiversità e di riflettere sull’esistenza di esseri viventi che potrebbero esistere, ma non sono reali;
  • Sougwen Chung: artista visiva di rilievo, collabora con robot controllati dall’Intelligenza Artificiale, al fine di esplorare il rapporto tra macchina ed essere umano. Significativo, in tal senso, il sistema da lei creato, in cui un braccio robotico dipinge rispondendo ai suoi movimenti;
  • Karen X Cheng: utilizzando strumenti quali DALL·E, Runway ML e ChatGPT, la regista e creatrice digitale elabora contenuti virali e interattivi, che mescolano sapientemente AI e storytelling (tipicamente) umano, con lo scopo di amplificare la propria visione artistica e renderla accessibile a un pubblico più ampio.

Etica e originalità: dibattito sull’uso dell’IA nella creatività

Proprio la grandissima trasformazione apportata dall’AI-Generated Content, tuttavia, sta introducendo anche nuovi dibattiti concernenti, in particolar modo, l’etica e l’originalità.

Per quanto riguarda il primo tema, le riflessioni convergono su tre temi principali:

  • copyright e diritto d’autore: le domande precipue sono: “A chi appartiene un’opera creata dall’Intelligenza Artificiale? Agli sviluppatori? A chi ha inserito il prompt? O all’AI che l’ha, poi, sviluppata?”. Molti modelli AI, inoltre, sono addestrati su opere di artisti che non hanno fornito il proprio consenso per l’utilizzo, per cui si correlano anche eventuali accuse di furto e plagio;
  • automazione: il dibattito si focalizza anche sulla riduzione delle opportunità di lavoro per creativi e artigiani, ponendo il seguente quesito: “Si tratta di democratizzazione o sfruttamento?”. Se da un lato, infatti, l’Intelligenza Artificiale rende la creazione e il suo processo più accessibili, dall’altro, però, il lavoro degli artisti tradizionali rischia di essere svalutato;
  • deepfake e disinformazione: come per qualsiasi strumento, anche l’AI può essere usata per generare video, immagini o audio falsi, manipolando, così, l’informazione, alterando il significato di eventi reali e la percezione pubblica, sviando dalla verità e minando la reputazione degli artisti e dei creatori coinvolti (dal momento che i loro lavori possono essere riutilizzati senza consenso).

E per quanto concerne, invece, l’originalità? I punti di attenzione sono questi:

  • mancanza di intenzionalità: non avendo esperito emozioni, esperienze o intenzioni, l’AI può produrre risultati estetici accattivanti e innovativi, ma scevri di significati profondi e autenticità;
  • bias e dataset inquinati: essendo addestrati su immagini, musiche, video e input preesistenti, i modelli AI sono una mera rielaborazione di ciò che hanno “visto”, dunque non sono frutto di un’innovazione pura;
  • standardizzazione della creatività: il rischio di un utilizzo dell’Intelligenza Artificiale su larga scala nella generazione dei contenuti è, senza dubbio, quello di dare vita a una produzione creativa omologata e altamente prevedibile.

Strumenti e risorse per iniziare a sperimentare con l’AI-Generated Content

Gli strumenti a disposizione per iniziare a sperimentare e a “mettersi alla prova” con l’AI-Generated Content sono molteplici. Vediamone i principali:

  • scrittura creativa e testi: ChatGPT, Claude, Gemini e Notion AI e, per romanzi e sceneggiature, Sudowrite, AI Dungeon e SciptBook AI;
  • arte digitale e immagini: DALL·E, Midjourney, Stable Diffusion e Runway ML e, per modifiche e ritocchi, Adobe Firefly, Fotor AI e Deep Dream Generator;
  • animazione e video: Runway ML, Synthesia, Kaiber AI e DeepBrain AI;
  • audio e musica: AIVA, Boomy, Amper Music e Voice.ai;
  • design: Canva AI, Khroma, Adobe Sensei e Uizard.

Per imparare e approfondire, sono particolarmente utili i corsi online (come quelli su Coursera, Udemy e Fast.ai) e i blog e le community (tra cui Hugging Face, Towards Data Science e Reddit).

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