Calva per alopecia, le chiedono di togliersi la parrucca: le lacrime e la forza di Jeana

Calva per alopecia, le chiedono di togliersi la parrucca: le lacrime e la forza di Jeana
Fonte: American's Next Top Model
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L’alopecia è una malattia autoimmune che fa cadere i capelli a chi ne è colpito. Ne è affetta Jeana Turner, una concorrente di America’s Next Top Model, cui è stato chiesto di togliere la parrucca. È accaduto nel corso di una puntata del reality show statunitense dedicata al makeover – cioè al cambiamento di stile o di look – che solitamente si concretizza in qualche spuntatina ai capelli, un nuovo trucco, forse un nuovo set di abiti. Funziona così: gli autori chiedono, tu, modella, esegui. E di solito ci sono un sacco di lamentele, soprattutto per le spuntatine di un paio di centimetri. Ma stavolta è accaduto qualcosa di veramente nuovo, come riporta Cosmopolitan.

A Jeana è stata quindi tolta la parrucca, per le esigenze della puntata – la parrucca per lei rappresenta quasi la coperta azzurra di Linus – mentre la modella piangeva. Ma non pensiate sia qualcosa di cui la ragazza si sia pentita: è stato certamente un processo doloroso, come è sempre uscire dalla propria comfort zone. Tuttavia è accaduto anche qualcosa di diverso. È accaduto cioè che Jeane ha deciso di mostrarsi per com’è, con la sua calvizie provocata dall’alopecia quando aveva 10 anni.

Nel corso del programma Jeana avrebbe detto: “Doing this is really scary, but I want to show people that it’s okay to be bald and that bald is beautiful… Losing your hair is beautiful”.
Letteralmente:

Fare questo fa davvero paura – ha spiegato – ma voglio mostrare alla gente che va bene essere calva, calva è bello. Perdere i capelli è bello.

Un’affermazione che può risultare paradossale o provocatoria, ma che detta da una persona che quotidianamente sperimenta su di sé il dolore e le difficoltà di una malattia così palese assumono il significato di un forte messaggio di accettazione e di un concetto di bellezza che può esistere e risplendere, al di fuori dei soliti stereotipi, anche in una condizione di malattia.