
Immensa come Diana Ross, che voleva essere "consumata" dal proprio talento

Agosto 1981: un improbabile duo pranza nel ristorante del celebre Carlyle Hotel di New York. Lui è Andy Warhol, artista e icona pop, lei è Diana Ross, cantante e diva assoluta. La loro chiacchierata, riportata da Interview in occasione del ritorno sulle scene della cantante nel 2017, è passata alla storia soprattutto perché ha messo in luce aspetti più personali della star della musica.
“Voglio semplicemente che sia tutto perfetto. Mi aspetto l’eccellenza da chiunque lavori nel mio spettacolo e so quanto sia difficile”, raccontava, parlando del suo nervosismo sul palco. E la ricerca della perfezione partiva da lontano, da quando qualcuno l’aveva notata a soli diciassette anni. E poi il debutto con le Supremes, fino alla carriera da solista, sempre alla ricerca di dettagli sorprendenti, decidendo personalmente ogni particolare dei suoi concerti, tanto da dire “Voglio che il mio lavoro mi consumi.”
Mi piace farlo. Mi piace davvero continuare a creare. Non voglio che sia una cosa noiosa, così continuo a fare cose nuove. So di spendere troppi soldi per scenografie e vestiti. Credo che la presentazione sia importante. Non credo che la gente voglia vedere sempre lo stesso show, vogliono cose nuove. Così ogni volta faccio una nuova routine e cambio lo show. Certo, non puoi cambiare le canzoni: la gente continua a volere ascoltare “Lady Sings the Blues” e i vecchi successi.
Sfogliate la gallery per ripercorrere la carriera di Diana Ross…
Diane Ernestine Earle Ross nasce a Detroit il 26 marzo del 1944, figlia di un’insegnante e di un soldato. Non ha un’infanzia semplice, anche per via della grave malattia della madre, a lungo ricoverata per tubercolosi. Dopo aver studiato per diventare stilista di moda, è la musica a prendere il sopravvento. In seguito al debutto nel 1959 come leader del gruppo vocal The Primettes, poi diventato The Supremes, approda alla celebre casa di produzione Motown. Dopo il successo del singolo “Where did our love go”, il gruppo cambia ancora pelle e nel 1967 diventa Diana Ross & The Supremes: è ufficialmente nata una stella.
Nel 1968 Diana Ross comincia a esibirsi da sola e a partecipare sempre più frequentemente a spettacoli televisivi. Si fa sempre più forte il desiderio di una carriera da solista e nel novembre dello stesso anno abbandona le Supremes. L’addio ufficiale viene celebrato sul palco in grande stile a Las Vegas, nel 1970.
Nel 1970 Diana Ross debutta con il suo primo album da solista, che include successi internazionali come “Reach Out and Touch (Somebody’s Hand)” e “Ain’t No Mountain High Enough”. Anche all’estero diventa famosa, tanto da arrivare al primo posto nella classifica britannica. Nel 1971 debutta anche al cinema con Lady Sings the Blues, un biopic sulla vita di Billie Holiday. Nel 1973 collabora con Marvin Gaye e il loro album diventa un successo globale.
Oltre alla collaborazione con Marvin Gaye, saranno particolarmente importanti per la sua carriera anche quelle con Lionel Richie, Michael Jackson (che avrebbe scoperto lei ai tempi di Jackson 5), Julio Iglesias e Rod Stewart.
Non mi interessano le vacanze. Vado e torno in fretta perché amo il mio lavoro. Voglio che il mio lavoro mi consumi. Non sono interessata a dormire in giro. Mi piacerebbe divertirmi di più, ma per me è il lavoro il vero divertimento. Continuo a fare cose diverse e mi diverto davvero.
Nel 1993 il Guinness dei primati dichiara Diana Ross l’artista femminile di maggior successo del Novecento grazie al numero di dischi prodotti, circa 150, tra album e singoli, presenti nelle classifiche americane e inglesi. Nel dicembre 2007 riceve l’onorificenza John F. Kennedy Center for the Performing Arts, la più alta onorificenza musicale negli Stati Uniti. Prima di lei l’aveva ricevuta solo Aretha Franklin. Il 10 dicembre 2012 si esibisce a Washington davanti al Presidente Barack Obama per il concerto di Natale alla Casa Bianca.
Diana Ross si è sposata due volte e ha avuto cinque figli. Dal legame con Berry Gordy, capo della Motown, nel 1971 nasce Rhonda Suzanne. Mentre è ancora incinta, sposa però Robert Ellis Silberstein, che cresce la bambina come se fosse sua. Con il primo marito nascono anche Tracee Joy e Chudney Lane Silberstein, rispettivamente nel 1972 e nel 1975. Dopo il divorzio, nel 1977, frequenta per qualche anno Gene Simmons dei Kiss, che a quel tempo stava frequentando Cher. Nel 1985 conosce l’armatore norvegese Arne Næss Jr. e un anno dopo lo sposa. Insieme hanno due figli: Ross Arne, nel 1987, ed Evan Olav, nel 1988. La coppia divorzia nel 2000, ma Diana ha sempre parlato dell’uomo come del suo vero amore.
Diana Ross è diventata nonna per cinque volte: una grande famiglia allargata con cui ama presentarsi in pubblico. Nel dicembre 2018 ha diffuso la foto di famiglia per il Natale: figli, rispettivi compagni e nipoti, tutti con una divertente tuta intera da unicorno.
In una rara intervista, concessa anni fa a Barbara Walters, Diana Ross parlava così della sua famiglia e del fatto di poter lasciare lo spettacolo per loro:
Se avessi pensato che avessero bisogno di me, l’avrei fatto. Ma sono sempre stati molto forti. Avrei potuto lasciare la mia carriera e trovare altri modi per usare la mia energia.
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