
Come ricostruire Notre Dame? Le proposte alternative di 17 artisti

Quella che ha colpito la cattedrale di Notre Dame lo scorso il 15 aprile 2019 è stata un’autentica tragedia. Come tutte sappiamo, un incendio ha distrutto parte del tetto e la caratteristica guglia più alta. Nei giorni successivi si è parlato a lungo e un po’ di tutto: dal danno inestimabile che ha colpito la chiesa gotica alle ipotesi sulle cause che hanno generato l’incendio, fino addirittura a teorie del complotto.
Ora che sono passati un po’ di giorni, cerchiamo di immaginare la ricostruzione, cosa che, per la verità, i francesi stanno vagliando già da tempo. Immediatamente è infatti partita la raccolta fondi, che una settimana dopo aveva raccolto un miliardo di euro.
Come riporta BoredPanda, appena due giorni dopo il rogo di Notre Dame, è partito anche un particolare contest per rimpiazzare la guglia della cattedrale. Non deve essere un’impresa semplice: quella guglia era lì da decenni e probabilmente designer e architetti staranno vagliando tutte le possibilità di progettazione ed estetica possibili.
In questa gallery sono raccolte alcune di queste possibilità – che provengono sia da architetti noti, sia da giovani designer sconosciuti ai più. Le idee per la guglia di Notre Dame sono abbastanza eclettiche – e qualcuna ci appare anche abbastanza improbabile, dato che forse il nuovo progetto non potrà essere avulso dall’esistente e quindi cercare di ricorrere allo stile gotico della cattedrale (un po’ come vedete in questa prima immagine).
La fantasia di questi artisti è andata a briglia sciolta, tra vari materiali – vetro, metallo e così via – ma anche tra varie tecniche. E c’è stato anche chi ha pensato a un’illuminazione particolare.
Sfogliamo insieme la gallery per scoprire queste idee. Quale preferite?
L’architetto Vincent Callebaut pensa che il progetto debba coniugare scienza, arte e spiritualità. Ha così creato questo progetto, che prende il nome di Palingenesi – che significa rinascita – e prevede lo sviluppo di un giardino sotto un tetto di vetro.
Il tetto e la guglia proposte da Studio Nab formano una vera e propria serra: nella guglia si ospiterà anche un allevamento di api.
Una guglia in rame per un progetto che richiama l’idea della fenice che risorge dalle proprie ceneri.
Questo progetto prevede un parco commemorativo con dei colori che ricordino il passato incendio, ma anche animali e insetti oltre che piante.
Una guglia a forma d’ago proposta dall’architetto Norman Foster, affinché essa possa toccare le nuvole del paradiso.
Ancora vetro, quasi a rimarcare la fragilità di questa struttura secolare oggi distrutta dal fuoco.
Un progetto che cerca di essere quanto più aderente alla guglia originale, e il suo creatore chiede, nel caso venga scelto, di poter visionare e studiare documenti originali per un lavoro “filologicamente” accurato.
Questo progetto si avvale di vetro macchiato partendo dal fatto che il Gotico ha rappresentato un tramite dell’arte tra cielo e terra e quindi, avvalendosi dell’illuminazione naturale, può fornire un’immagine colorata ma aderente all’originale del nuovo tetto.
Molti dei progetti presentati – come questo – rielaborano l’idea della luce (come probabile metafora della fede).
Ancora luce e ancora vetro: così Notre Dame risplende di luce propria.
Questo designer ha scelto l’idea del movimento per ricreare la guglia.
Questo designer ha cercato di ricreare la delicatezza dell’arte e della cultura francesi.
Questo designer provocatoriamente ha scelto di creare una guglia che dia l’idea del rogo che l’ha distrutta.
È lo stesso designer dell’altro progetto in questo materiale. Solo che ci si pone una domanda: non dà troppo l’idea delle nostre luminarie italiane?
Niente ricostruzione della guglia per questo designer, ma una luce sempre accesa, un po’ come al memorial di Ground Zero a New York.
Anche questa guglia rompe con la tradizione, e appare quasi futuristica.
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